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N° 55

                                                                                                           

SOL LEVANTE

 

 

Di Carlo Monni

 

 

1.

 

 

            Tony Stark non può fare a meno di pensare che ogni volta che si reca in oriente finisce in mezzo ai guai. In fondo la sua vita attuale è cominciata così: con un viaggio in un piccolo paese dell’estremo oriente conclusosi con un frammento di granata nel cuore, quello stesso cuore in buona parte ricostruito che ora batte solo in virtù di un sofisticato pacemaker impiantatogli sottopelle. Negli anni successivi, che si trattasse di Cina Continentale, Taiwan, Hong Kong oppure il Giappone il suo destino era stato battersi nei panni di Iron Man contro una nutrita schiera di pazzoidi. Ora sente che l’invito del suo socio in affari Kenshiro Fujikawa non avrà un esito diverso dal solito. Del resto le parole del vecchio giapponese sono state significative:

-… Ora prenderemo insieme del the e poi parleremo di affari… affari molto seri.-

            Col tempo Tony ha imparato a rispettare l’uomo che di fronte e non si è pentito di aver deciso di non riprendere il controllo della società di famiglia quando Fujikawa l’aveva rilevata. Se il vecchio ha deciso di chiedergli auto deve esserci dietro qualcosa di davvero molto serio.

-Innanzitutto devo ringraziarla, Starku-san per l’aiuto che la sua guardia del corpo Iron Man ed i suoi amici hanno dato nel respingere le mire della Yakuza sulla mia azienda.[1] Non era tenuto a farlo visti i nostri trascorsi.-

            Tony non si cura di ricordargli che la faccenda in cui erano coinvolti Matsu’o Tsurayaba e Graviton era decisamente più grave di una semplice acquisizione ostile, inutile mettere Fujikawa più in imbarazzo di quanto già non sia.

-Cosa sa della Yakuza, Starku-san?- chiede ancora Fujikawa.

-Quello che sanno più o meno tutti in Occidente.- risponde Tony –Si tratta di un’organizzazione criminale sullo stile della Mafia che però gode di uno status semilegale.-

-Le cose sono più complesse di così… ma del resto il Giappone appare un paese molto complesso agli occhi di voi occidentali.-

            Puoi dirlo forte, pensa Tony mentre spera che il suo interlocutore si decida finalmente a venire al punto.

 

            Quando James Rupert Rhodes, Rhodey per gli amici, e Rae Lacoste entrano negli uffici della REvolution a Clason Point, Bronx, sono accolti da un appaluso.

-Basta così.- intima ridacchiando Rhodey –Questa è una fabbrica non un parco divertimenti se non l’avete scordato.-

-Non esagerare con la parte del dirigente burbero.- gli sussurra la moglie –Non incanti nessuno.-

-Ma io sono veramente burbero.- replica Rhodey –Anche se sono un agnellino se paragonato al mio sergente istruttore.-

            Rhodey si rivolge ad una donna un po’ sovrappeso e con gli occhiali:

-Novità Mrs. A?-

-Nulla di particolare.- risponde Bambi Arborgast –Tutto è filato liscio come l’olio. A volte penso che le complicazioni arrivino solo quando lei e Mr. Stark siete presenti.-

-A volte lo penso anch’io.- replica Rhodey.

 

            Il giovanotto si chiama Philip Grant, anche se negli ambienti degli hacker è noto col nomignolo di Corvo. Dategli un computer ed un collegamento ad Internet e lui saprà fare miracoli, mettetelo a confronto con la vita reale e lo troverete quasi completamente imbranato.

            Ling McPherson, capo della sicurezza della Stark-Fujikawa si è presa l’impegno di “svezzarlo” alla vita reale ed è per questo che qualche giorno fa ha provato a portarlo ad una lezione di tennis a Flushing Meadows, peccato che proprio in quell’occasione i due siano stati oggetto di un attentato a cui sono scampati per un soffio.[2] Il bersaglio era quasi certamente Philip, ma tra la sua attività di hacker ed il fatto che è il figlio naturale di Tony Stark e del suo primo amore Meredith McCall, i nemici non gli mancano e questo rende molto difficile l’impegno che Ling si è preso di scoprire chi o vuole morto. Tony Stark è un suo vecchio amico e glielo deve... anche se forse lo farebbe anche se Philip non fosse suo figlio.

            In questo momento sono entrambi nell’ufficio di Ling ed il giovane abbassa gli immancabili occhiali scuri per osservare meglio la ragazza cinoamericana.

-Nessuna novità ancora?- chiede.

-Non dalla Polizia…- risponde Ling -… e nemmeno dai miei contatti nella malavita cittadina. Ma se qualcuno ha messo un contratto su di te, sta tranquillo che finirò con lo scoprirlo prima o poi.-

-Non pensi che potrebbe essere stato Hammer per farmi pagare lo scherzetto che io e sua nipote gli abbiamo giocato?[3] Sasha è scomparsa da giorni e non risponde al cellulare… anche se magari non vuol rispondere a me.-

-Faresti meglio a cancellare il nome di Sasha Hammer dalla tua agenda… e non sono troppo convinta che suo nonno voglia violare così presto la tregua con Tony.-

-Sembri dare per scontato che lo farà prima o poi.-

-Conosci l’apologo della rana e dello scorpione? È nella sua natura… ma non lo ritengo così stupido da provarci così presto… per quanto… è comunque una pista da non trascurare. Nel frattempo non ti perderò di vista un secondo.-

-Ecco una proposta interessante.-

-Smetterai mai di fare l’idiota?-

-Mai… è nella mia natura.-

            Suo malgrado Ling si ritrova a sorridere.

 

 

2.

 

 

            Kenshiro Fujikawa continua a parlare:

-Il mio modo di condurre gli affari è stato indubbiamente spietato, a volte forse anche brutale, ma sempre entro i confini dell’onore.-

-Non ne dubito Fujikawa-san.- risponde Tony –La prego, continui.-

 -Non ho remore ad ammettere che la mia acquisizione del suo gruppo industriale approfittando del fatto che era ritenuto morto è stata molto disinvolta ed aggressiva ed ho apprezzato molto che al suo ritorno lei abbia scelto di non contestarla.-

-Era giunto per me il momento di tentare nuove esperienze e lasciarmi alle spalle il passato. Non ho rimpianti.-

            Non troppi almeno, pensa Tony mentre Fujikawa va avanti:

-Ero contento di ritirarmi e lasciare la cura degli affari a mio figlio qui in Giappone ed a suo cugino Morgan negli Stati Uniti. Unico mio cruccio l’avere solo nipoti femmine. Sono un uomo all’antica, alcuni direbbero: sorpassato, e fatico ad accettare il nuovo ruolo della donna nella nostra società ma Rumiko e Fuyumi sono la luce dei miei vecchi occhi e sono molto in gamba… anche se vorrei che trovassero un marito adeguato.-

            Oddio, pensa Tony, non vorrà chiedermi di sposare Rumiko o l’altra sua nipote? Per questo mi ha fatto venire qui? No, sono sicuro che per marito adeguato pensa ad un Giapponese… e poi ha parlato di Yakuza.

-Lei non ha conosciuto mia nipote Fuyumi, vero?-

-Non ho mai avuto il piacere.-

-Come Rumiko anche lei è una… ribelle. Neanche lei ha accettato il ruolo tradizionale della donna nella società giapponese e si è allontanata dalla famiglia per seguire strade che né suo padre abbiamo approvato. Nel corso dell’ultimo anno è diventata la donna di un oyabun della Yakuza… un giovane ambizioso di nome Tsurayaba Matsu’o.-

            Oh no, pensa Tony, ho appena avuto a che fare con lui e già mi ritrovo alle prese con qualche guaio da lui combinato?

-So chi è.- risponde –I Vendicatori lo hanno consegnato alle autorità dopo che hanno sconfitto Graviton.- Tsurayaba ha molte aderenze. Sono certo che non resterà in prigione a lungo. Non sarebbe la prima volta che esce indenne da un’inchiesta del resto. Ha mai sentito parlare d un uomo… un mutante… chiamato Wolverine?-

-Credo che sappiano chi è anche in un paio di altre galassie . Che c’entra lui?-

-Alcuni anni fa Tsurayaba Matsu’o organizzò l’assassinio della fidanzata di Wolverine, Mariko Yashida.[4] Per vendetta Wolverine gli mozzò la mano destra e promise che sarebbe tornato ad ogni anniversario per amputargli qualcos’altro fino a che non avrebbe preferito essere morto.- 

Il che spiega la mano bionica e certe cose dette da Matsu’o durante il loro recente incontro. Chissà se oltre a quella che lui ha visto ci sono altre mutilazioni?

            Fujikawa continua:

-Tsurayaba è un uomo molto spregiudicato, l’ultimo uomo che vorrei mettesse le mani sulla mia eredità ma non è questo il punto. Tra le sue molte attività sta facendo affari con una certa Temujin Enterprises. A quanto so ci ha avuto a che fare anche lei.-

-Sì… è la società di facciata del Mandarino. Non può venirne nulla di buono. Hanno fatto qualcosa contro di lei o la Stark-Fujikawa?-

-Nulla di diretto, ma la Temujin Enterprises mi ha fatto un’offerta per rilevare il pacchetto azionario della mia famiglia ed io ho rifiutato. Poco dopo ho ricevuto una telefonata di Fuyumi che mi chiedeva di accettare. Il mio timore è che di fronte al mio rifiuto il Mandarino intenda sterminare la mia famiglia e ottenere il controllo della Stark-Fujikawa attraverso Fuyumi una volta che fosse l’unica Fujikawa rimasta in vita.-

-Il Mandarino ne sarebbe capace… e anche Tsurayaba… ma sua nipote sarebbe d’accordo a veder morire lei, suo padre e sua sorella?-

-Temo che non cerchino la sua approvazione. Mi aiuterà a fermarli?-

-Naturalmente sì… allerterò subito Iron Man.-

 

            Ad un oceano di distanza Meredith McCall si sveglia alle prime luci dell’alba e si dedica ai consueti allenamenti per poi rilassarsi meditando ed è proprio allora che sente qualcosa… un rumore quasi impercettibile che sarebbe sfuggito a chiunque non fosse stato addestrato come lei.

            Da qualche tempo Meredith ha la sensazione che qualcuno la stia sorvegliando. Forse finalmente questo qualcuno ha deciso di uscire allo scoperto. Decide di restare immobile: che sia il nemico a fare la prima mossa

            Qualcosa si muove vicino a lei. Meredith si muove appena prima che un colpo di pistola la colpisca alla nuca. Finalmente vede i suoi aspiranti killers: giapponesi, vestiti di nero, uomini della Yakuza sembrerebbe.

            Muovendosi più rapidamente di quanto i suoi avversari si aspettino, Meredith riesce ad abbatterli uno dopo l’altro.

            Chi diavolo sono? Si chiede e perché la vogliono morta? Il suo cellulare squilla e quando risponde almeno una parte delle sue domande trova una risposta.

            Pensierosa Meredith ripone il telefono. A quanto pare, il destino la sta riportando in Giappone, ma ha alcune cose da fare prima di partire.

 

            Howard Stark Memorial Hospital. Rebecca Bergier si veste con calma. Ormai è cinicamente guarita e può tornare a casa. Le ferite dell’anima, però, sono tutt’altro che sanate. Scoprire che la donna di cui si era innamorata l’aveva sedotta solo per potersi impadronire dei segreti della Fondazione Maria Stark e sabotarla era stato un colpo fin troppo duro e l’aveva portata ad imbottirsi di pillole e alcool. Una parte di lei vorrebbe che Happy Hogan e Mike O’Brien non l’avessero salvata, almeno sarebbero finiti per sempre il dolore e la vergogna.

            Spera che il suo volto non rifletta i suoi pensieri ma mentre si accomoda sulla sedia a rotelle su cui, secondo il regolamento, deve essere accompagnata fino all’uscita, lo sguardo dell’infermiera le dice chiaramente che si sta illudendo.

-Spero di non rivederla mai più qui dentro, Miss Bergier…- le dice la giovane donna dai lunghi capelli neri. -… non come paziente almeno.-

-Stia tranquilla, infermiera Carter. Non è mia intenzione, mi creda.-

-Voglio davvero sperarlo.-

            Linda Carter è una donna molto attraente, pensa Rebecca. Se avesse una diversa disposizione d’animo avrebbe su di lei delle fantasie che forse l’infermiera in questione non gradirebbe, ma in questo momento il sesso è lontano dai suoi pensieri come tante altre cose.

            Finalmente sono all’aperto e Rebecca può alzarsi in piedi. Linda le rivolge lo sguardo di chi ha visto molte cose non proprio belle.

-Le auguro buona fortuna, miss Bergier.- le dice stringendole la mano e nel farlo le porge un cartoncino –Questo è il biglietto da visita di un gruppo di sostegno. Potrebbe esserle utile.-

-Grazie.- mormora Rebecca confusa, ma io…-

-Lo prenda, che male le fa?-

            Rebecca annuisce e lo infila nella borsetta, fa per avviarsi ad un taxi poi si gira di colpo.

-Se dovessimo rivederci… può chiamarmi Rebecca.-

-Ed io sono Linda.-

            Rebecca sale nel taxi. Mentre l’auto si muove dal parcheggio le pare di intravedere qualcuno che conosce, ma è un attimo. Sembrava Bethany Cabe ma non ha senso: che ci sarebbe venuta a fare in ospedale? Non certo a trovare lei. Deve essersi sbagliata.

 

 

3.

 

 

            Iron Man sorvola la villa di Matsu’o Tsurayaba. Per quanto sia fortificata non rappresenta un problema per lui ma non può fare a meno di chiedersi se sia davvero l’uomo giusto per questo tipo di lavoro. La Vedova Nera sarebbe stata forse più adatta o chiunque altro con le abilità dei ninja. Lui al confronto è un elefante in una cristalleria anche se munito di armatura con tecnologia stealth, un nuovo modello più efficiente di quello distrutto nello scontro contro Graviton

Ci sono poche guardie in giro, troppo poche. Qualcosa decisamente non va. Iron Man atterra. Il manto di invisibilità durerà solo altri sei minuti ma dovrebbero essere sufficienti a penetrare nella villa senza essere notato. L’uomo di guardia ad una porta secondaria non saprà mai cosa l’ha colpito e forzare la porta è un gioco da ragazzi.

Iron Man entra e si muove con circospezione ma una cosa gli è subito chiara: la villa è vuota. Una rapida ispezione delle stanze da letto gli chiarisce il suo sospetto. Fuyumi Fujikawa non è qui, ma dov’è? Come farà a scoprirlo?

-Ma guarda… Iron Man qui… che interessante e piacevole sorpresa.-

            Chi ha parlato? E come ha fatto a vederlo con la tecnologia stealth ancora in funzione?

Iron Man si volta di scatto solo per essere colpito da qualcosa in pieno petto. Cade a terra proprio mentre il manto di invisibilità cessa di funzionare e vede chi lo ha colpito: un cinese di non più di 25 anni completamente calvo e con il petto nudo. Ha un’aria familiare… dove l’ha già visto?

Come se avesse intuito la domanda che Tony Stark si sta facendo, il giovane si presenta.

-Sono Temugin.-

<<Il figlio del Mandarino, ma certo.>> esclama Iron Man <<Cosa ci fai qui?>>

-I miei scopi non ti riguardano… a parte la tua morte. Avevo pensato di provvedere più avanti, ma ora andrà benissimo.-

            E tanti saluti alla sottigliezza, pensa Iron Man.

 

            La sottigliezza non è mai stata il forte di Harold J. Hogan, Happy per gli amici, e pochi avrebbero pensato di vederlo nei panni di Direttore Esecutivo della Fondazione Maria Stark, un ruolo che fino ad oggi ha ricoperto con notevole efficacia.  In tempi recenti la Fondazione è stata sotto attacco informatico ma i problemi sembrano ormai risolti, grazie anche all’aiuto di quel giovane genio che si fa chiamare Corvo. Ora i sistemi informatici della Fondazione dovrebbero essere al sicuro da ogni intruso. Rimane il problema di chi sia il responsabile: colui o coloro che hanno assunto Indries Moomji per sedurre Rebecca Bergier e sottrarle i codici di accesso. Happy ha dei sospetti, ovviamente, ma nessuna prova. Avrebbe voglia di fare un bel repulisti in stile Iron Man ma è meglio calmare i bollenti spiriti.

È appena entrato nella caffetteria al piano terra della Stark Tower quando vede Pepper Potts, seduta ad un tavolo d’angolo…sola. Possono essere divorziati da un bel po’ e lei può anche essere diventata la donna del suo migliore amico mentre lui esce con Georgia Jenkins, ma questo non vuol dire che abbia smesso di preoccuparsi per lei.

-Tutto bene, rossa?- le chiede.

-Oh… Happy sì, certo.- risponde Pepper –Stavo solo pensando a Tony. Si è trattenuto in Giappone perché c’è una specie di emergenza alla Stark-Fujikawa ed hanno chiesto il suo aiuto… come Iron Man.-

-Beh… se la caverà, lo sai. Ne ha passate tante eppure è sempre tornato.-

            Pepper accenna un sorriso.

-Lo so… almeno razionalmente ma…ora stiamo insieme, abbiamo adottato un figlio, ha degli amici in grado di sostituirlo come Iron Man. Chiedo troppo se spero che dedichi un po’ più di tempo a noi?-

-Da quanto lo conosci Pep? Lui è fatto in un certo modo ed è così che devi prenderlo.-

            Ha ragione, ovviamente, pensa Pepper. Lei conosce Tony come nessun’altra e non può che accettarlo per come è.

 

            Ci sono poche cose al mondo che rilassano Jim Rhodes come volare. Ai vecchi tempi si sarebbe accontentato di un elicottero o di un piccolo aereo da turismo, ma l’armatura di War Machine è decisamente molto meglio. Solo poche persone al mondo capiscono appieno il senso di libertà che dà l’armatura e lui se lo gode facendo un bel po’ di evoluzioni.

            Senza che lui se ne accorga qualcuno lo sta spiando grazie ad un sofisticato sistema di controllo remoto. Nessuna sorpresa se si pensa che chi lo sta sorvegliando indossa la tuta dell’A.I.M. nella versione azzurrina dei seguaci di MODOK.

-Abbiamo preso contatto con War Machine.- conferma uno degli agenti dell’A.I.M

<<Perfetto.>> replica MODOK via radio <<Non perdetelo di vista. Voglio sapere tutto di lui e di quali siano i suoi rapporti con Iron Man. Non devo ricordarvi le conseguenze in caso di fallimento.>>

-No signore.- risponde il tecnico sudando freddo sotto il tipico casco da apicultore.

 

 

4.

 

 

Sotto il casco di Iron Man il volto di Tony Stark è teso. Il figlio del Mandarino potrebbe essere un avversario tosto.

<<Non abbiamo bisogno di combattere, Temugin…>> gli si rivolge <<… so che non condividi i sogni di dominio di tuo padre.>>

-Io sono il figlio del Mandarino e l’onore esige che combatta al suo fianco. Egli mi ha concesso il potere dei suoi anelli e non avrò scrupoli a usarlo contro di te.-

            Temugin punta un dito verso il suo avversario in armatura che viene colpito da un raggio di forza concussiva che lo sbatte contro una parete facendogliela sfondare. Iron Man piomba nel giardino sottostante subito seguito dal suo nemico che salta di sotto senza alcuno sforzo.

-Arrenditi prima che sia costretto a farti veramente male.- afferma Temugin

<<amico… per citare un mio illustre compatriota: non ho ancora cominciato a combattere.>>[5] proclama, orgogliosamente Iron Man.

            Il Vendicatore Dorato rilascia un colpo di uniraggio pettorale contro Temugin che lo para immediatamente con un altro raggio di forza.

            Nel frattempo, attirate dal rumore, le guardie di Matsu’o Tsurayaba arrivano e cominciano a sparare contro gli intrusi.

            Temugin alza un altro dito e subito è circondato da un campo di forza che respinge i proiettili, alcuni dei quali rimbalzano su chi li ha sparati. Temugin punta contro gli intrusi entrambe le mani da cui escono raggi di varia natura che abbattono senza sforzo gli uomini della Yakuza.

            All’improvviso le sue mani vengono serrate dalla presa d’acciaio dei guanti di Iron Man.

<<Finiamola qui, vuoi?>>

            Temugin non risponde ma senza sforzo apparente libera le mani e poi rilascia un raggio di luce accecante.

            Solo la protezione dell’elmo evita danni alle retine di Tony Stark, che attende che la vista gli ritorni in pochi secondi.

<<Ok… per fare un’altra citazione: immagino che tu sappia che questo significa… guerra.>>[6]

 

            Il nome con cui è nata è Katherine Joanna Finch, anche se ogni tanto sin chiede se non sarebbe più giusto assumere il cognome Stark visto che Tony Stark è il suo padre naturale.

Per il momento, all’alba dei suoi 13 anni, si sente solo una ragazza frustrata. I suoi voti si stanno facendo decisamente scarsi ultimamente e lei odia deludere sua madre, senza contare che neanche Tony la prenderà bene: quasi tutti gli Stark sono passati da quella scuola e ne sono usciti con ottimi voti dopotutto. Quell’antipatico del cugino Arno ad esempio, pare che non abbia problemi con nessuna materia tecnica… certo, almeno non è nulla di che nelle materie letterarie.

            Ma eccolo là… ma cosa sta facendo? Incuriosita Kathy gli si avvicina e lo vede che sta armeggiando con un telefono cellulare.

-Ehi Arno, che stai combinando?- gli chiede.

-Sta zitta.- replica, brusco, il ragazzo -… non vedi che sono occupato?-

-Vedo che sei anche il solito villano.-

            Il giovane Arno Stark sembra non averla sentita, poi esclama:

-Ah avevo ragione: si può aumentare l’efficienza della ricezione almeno del 15%. Papà e zio Tony dovranno darmi ascolto stavolta.-

            Ecco, ci mancava solo un altro genio elettronico in famiglia, pensa Kathy. E se ne va

-Kathy… dove stai andando? Ma che le ho fatto?-

 

            Molte cose si possono dire di Justine Hammer: che è una donna spietata, priva di scrupoli, che non sa cosa sia la moralità e tanto altro di poco piacevole, ma anche una come lei rimane spaventata davanti a ciò che è diventata sua figlia.

            Osserva Sasha che gioca con l’energia che le esce dalle mani modellandola in fruste che fa schioccare nell’aria. Cosa le ha fatto il Mandarino?

            Sono due giorni che Sasha la tiene praticamente prigioniera nel suo attico… è come se si divertisse a tormentarla in attesa di qualcosa… ma cosa?

-Insomma…- le si rivolge -… si può sapere che cosa vuoi?-

            Sasha fa un sorriso maligno mentre replica:

-Non ti piace la mia compagnia mamma? Mi sono sempre chiesta perché fossi fonte di imbarazzo per te e volessi tenermi lontana dalla tua vita. Pensavo che fosse perché ero d’ostacolo ai tuoi affari con tutti gli uomini che sono entrati nel tuo letto, che ti facessi sentire vecchia… e allora facevo a gara a superarti in eccessi. Ma era per lui, vero? Ogni volta che mi vedevi ti facevo venire in mente lui, non è così? Ma forse sbaglio, forse è solo che tu sei marcia dentro come lo è il nonno ed io sono ancora più marcia perché non sono solo tua figlia, ma anche la figlia del Mandarino.-

-Sasha ascolta...-

-No, ascolta tu: ho capito che mi piace essere quello che sono e mi piace il potere che paparino mi ha dato per cui ho deciso di usarlo come mi ha chiesto… poi… vedremo.-

-E come dovresti usarlo?-

-Per distruggere i suoi nemico, non è ovvio… e tu mi aiuterai… mammina.-

            Questa volta Justine Hammer ha davvero paura.

 

 

5.

 

 

            Il suo nome è Kenuchio Harada ma è anche conosciuto come Silver Samurai. Sta finendo una sessione di allenamento quando improvvisamente si blocca e stringe la sua spada.

-Potete farvi vedere.- dice –So che siete qui.-

            Tre figure in armatura appaiono improvvisamente dal nulla circondando Silver Samurai.

-I Signori del Silenzio.- dice quest’ultimo senza mostrare alcuna emozione –Cosa volete? Se i miei nemici vi hanno inviato per uccidermi, sono pronto a difendermi.-

-Abbassa la tua arma Harada-san.- dice il guerriero chiamato Inazuma, che indossa un’armatura bianca che lascia scoperta la testa ed i cui lunghi capelli sono raccolti a coda di cavallo e fermati da una bandana –Non abbiamo intenzioni ostili.-

Se avessimo voluto ucciderti, saresti morto prima di accorgerti della nostra presenza.- proclama quello chiamato Kaminari, dalla rossa armatura.

-Questo è da vedersi.- ribatte, fiero, Silver Samurai –Ripeto: cosa volete da me?-

-Il tuo aiuto.- risponde Inazuma -Abbiamo un debito d’onore con Fujikawa Kenshiro e dobbiamo onorarlo. La sua famiglia è in pericolo e tocca a noi proteggerla.-

            Silver Samurai ripone la katana nel fodero e replica:

-Fujikawa-san è un uomo d’onore. Avrete il mio aiuto.-

 

            Iron Man vola verso Temugin deciso a colpirlo duro. All’ultimo momento, appena prima dell’impatto, vira verso l’alto evitando uno scontro con il campo di forza eretto dal suo avversario. Temugin ha reagito esattamente come si aspettava.

            Dall’alto gli spara un colpo di repulsori calibrato per non fargli troppo male. Preso di sorpresa il giovane grida e cade a terra.

<<Forse non è stato troppo sportivo… ma non posso permettermi troppa lealtà con uno come te.>>

            Si avvicina al caduto con circospezione, ma Temugin sembra davvero fuori combattimento. Con un po’ di fortuna avrà solo qualche costola rotta. Magari dovrà portarlo in ospedale.

<<Quando ti sveglierai dovrai dirmi molte cose sui nuovi piani di tuo padre.>>

            Improvvisamente Temugin apre gli occhi e con velocità insospettata colpisce Iron Man in pieno petto.

            Nessuno potrebbe credere che un uomo a mani nude possa infrangere la sofisticata armatura progettata da Tony Stark ma è esattamente quello che avviene: la mano di Temugin penetra in profondità nell’armatura e la ritira stringendo in pugno qualcosa.

<<Ma… cosa…>>

            Con un gesto teatrale il figlio del Mandarino schiaccia la cosa che ha estratto dall’armatura come se fosse fatta di carta.

<<Tu hai distrutto il processore…>>

            Iron Man smette di parlare. L’armatura ha cessato di funzionare e con essa il microfono ed il filtro vocale. Non più controllata dai giroscopi interni l’armatura crolla al suolo e l’uomo all’interno si trova inerme come un bambino per la seconda volta nel giro di poco più di 24 ore.[7]

            Tony Stark impreca, consapevole che non solo è impossibilitato a muoversi ma anche che entro breve la riserva d’aria dell’armatura finirà. Se non si trae d’impaccio alla svelta, sarà la fine per lui.

 

            Lontano da lì il Mandarino osserva compiaciuto quattro schermi giganti su cui appaiono i suoi tre figli e la sua agente nota come Cybermancer.

            Tutto sta andando come previsto e l’umiliazione di Iron Man per mano del suo primogenito è solo una soddisfazione in più.

            La vittoria è a portata di mano.

 

 

CONTINUA

 

 

NOTE DELL’AUTORE

 

 

Non perdiamo tempo e passiamo subito alle note:

1)     Matsu’o Tsurayaba è un personaggio creato da Chris Claremont & Marc Silvestri su Uncanny X-Men Vol. 1° #255. Killer addestrato dalla Mano ne è diventato uno dei capi e nel contempo ha scalato anche i ranghi della Yakuza, la criminalità organizzata giapponese. Si è scontrato più volte con gli X-Men e con Wolverine. Tra i due c’è un odio implacabile nato dal fatto che lui ha orchestrato la morte di Mariko Yashida, grande amore di Logan, e che lo stesso Wolverine gli ha mozzato la mano per vendetta. Nelle storie MIT abbiamo appreso che Matsu’o ha più volte mandato gli assassini della Mano a cercare di uccidere Elektra. In recenti episodi dei Vendicatori aveva cercato di usare per i suoi scopi il supercriminale Graviton ma era stato fermato dai più Potenti Eroi della Terra. Ora sembra tornato in gioco, ma ne siamo davvero sicuri?

2)     Fuyumi Fujikawa è un personaggio creato da C.B. Cebulski & Karl Moline su “The Loners” #3, serie che esula dalla continuity MIT. Il suo ruolo nelle nostre storie, vedrete, sarà un po’ diverso da quel che potete aspettarvi

3)     Silver Samurai è un personaggio creato da Steve Gerber & Bob Brown su Daredevil Vol. 1° #111 e ridefinito da Chris Claremont. Figlio illegittimo di Shingen Yashida ed attuale capo del clan omonimo, è un mutante con l’abilità di generare un campo tachionico che incanalato attraverso la sua spada la rende in grado di tagliare quasi qualunque cosa. È stato un supercriminale ma pare aver messo la testa a posto.

4)     I Signori del Silenzio, ovvero Inazuma (Fulmine), Kaminari (Tuono) e Kaze (Vento) sono un gruppo di mercenari che seguono il codice dei samurai (il Bushido) e dei samurai hanno adottato le armature. Accettano solo incarichi contro chi si è macchiato di gravi colpe. Hanno una sorta di potere di invisibilità che funziona anche sui mezzi di sorveglianza elettronica. Meredith McCall ha rivestito per breve tempo il ruolo di Kaze ma le circostanze in cui ha lasciato il gruppo sono circondate dal mistero come pure l’identità del nuovo Kaze.

5)     Nei paesi orientali si usa citare prima il cognome e poi il nome proprio. Quando sono in Occidente o parlano con occidentali i Giapponesi usano lo stile occidentale ma tra loro, ovviamente no.

6)     Linda Carter è un personaggio dalle molte vite. Creata da Stan Lee & Al Hartley nella serie “Linda Carter Student Nurse durata dal settembre 1961 al gennaio 1963. Riappare nella sfortunata serie “Night Nurse” creata da Jean Thomas & Win Mortimer e durata dal novembre 1972 al maggio 1973, dove sfoggiava una chioma bionda ed “agiva” assieme a due amiche: la rossa Christine Palmer e l’afroamericana Georgia Jenkins. Brian Michael Bendis su Daredevil Vol. 2° 58 del 20 la ricicla come dottore dei supereroi, un ruolo che non ricopre nella nostra continuity dove è semplicemente un’infermiera del fittizio Howard A. Stark Memorial Hospital. Se Georgia Jenkins è l’interesse sentimentale di Happy Hogan e Christine Palmer si è intravista fugacemente, rivedremo ancora Linda? Solo il tempo potrà dirlo.

E con questo è tutto. Nel prossimo episodio: Iron Man cerca la rivincita contro Temugin, War Machine se la deve vedere con Sasha Hammer e tanto per non farci mancare nulla, scoppiano guai anche a Hong Kong e Taiwan grazie a Cybermancer e Madama Macabra.

            Non mancate.

 

 

Carlo



[1] In Vendicatori MIT 86/88.

[2] Nell’episodio n. 52.

[3] Negli episodi 46/49.

[4] Accadde in Wolverine Vol. 1° #57 (In Italia su Wolverine, Marvel Italia, #52).

[5] Lo ha detto, durante la guerra d’Indipendenza americana l’ammiraglio John Paul Jones ad un ufficiale britannico che gli intimava la resa della sua nave.

[6] ©Bugs Bunny,

[7] La prima è stata su Vendicatori MIT #86.